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Premio Internazionale Edoardo Mangiarotti

11-12-2013 09:03 - - dal Nazionale
La vincitrice del Premio, Martina Caironi, sotto le spade al momento del ritiro
La prima stella a brillare è quella della campionessa paralimpica Martina Caironi, durante la serata, in un turbinio di ricordi, emozioni e testimonianze, tre importanti menzioni d´onore a Claudia Banchelli, Ilaria Stefanini, Matteo Bonato e alla brasiliana Ana Beatriz Bulcão

25 NOV. 2013 - Scendono le luci della sera su Milano in una giornata fredda ma serena, si accendono quelle sfavillanti della sala Biagi, nel nuovo complesso della Regione Lombardia, dove va in scena il Premio Internazionale Mangiarotti. Questa manifestazione, istituita per volontà della moglie Camilla e della figlia Carola con la collaborazione de La Gazzetta dello Sport e con il patrocinio del Coni e dalla Regione Lombardia, vede in prima fila proprio l´Unvs che, anche grazie al generoso contributo delle ditte nostre sponsor (Europlast s.r.l., Indra Control & Valve, A&B Torneria Automatica srl, TCN s.r.l. Pack Service) ha potuto sostenere la buona riuscita della serata.
Grande parterre di personaggi dello sport e di figure istituzionali. Nella foltissima platea, da ricordare la presenza dell´ex azzurra di sci e consigliera regionale Lara Magoni, del pluri-campione olimpico e Assessore allo Sport della Regione Lombardia Antonio Rossi, dell´ex cestista Pierluigi Marzorati (Presidente del Coni-Lombardia), di Giorgio Scarso (Presidente della Federazione Italiana Scherma e Vicepresidente del Coni), di Ottavio Cinquanta (Membro del CIO), di Franco Ascani della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica. Il direttore de La Gazzetta dello Sport, Andrea Monti e quello di Sky Sport, Giovanni Bruno, completano la presenza accanto alle maggiori cariche dirigenziali di molte Federazioni e Associazioni sportive, non per ultima l´Unvs, che si presenta in grande spolvero. Ad omaggiare il Premio il Presidente Gian Paolo Bertoni, i Vice Alberto Scotti e Gian Andrea Lombardo di Cumia, il Segreterio Generale Ettore Biagini, il Presidente dei Revisori Giuliano Persiani, il Presidente Onorario Vincenzo di Cugno, il Consigliere Gianfranco Vergnano, il Delegato regionale del Piemonte Andrea Desana, una rappresentanza delle Sezioni di Pavia, Biella, La Spezia, Pistoia, Firenze, Pisa oltre ai rappresentanti delle ditte sponsor dell´UNVS. Non sono da dimenticare, seduti tra le fila della sala gremita, gli innumerevoli amici, i compagni dello sport giocato e non, venuti ad assistere, orgogliosi e commossi, ad un nuovo lascito del grande Edoardo (tra i quali desidero citare Carlo Monti che ha condiviso con lui 30 anni di segreteria dell´Unvs).
Conducono la serata Daniele Redaelli, grande firma della Gazzetta dello Sport, accompagnato dalla brillantissima Carola Mangiarotti. «Papà credeva nei giovani, lo ripeteva sempre: per i giovani lo sport è tutto. è per questo che il premio è riservato a loro», così esordisce Carola ricordando la figura del padre, un breve excursus di una lunga carriera di successi, ben raccontati anche in un coinvolgente filmato. Mario Mangiarotti, poi, ricorda il fratello come uomo e sportivo. Si susseguono durante tutta la prima parte della serata svariati interventi, tutti interessantissimi, Giorgio Scarso ringrazia donna Mimì (che mai, nonostante un recentissimo ricovero, avrebbe disertato la serata) e ricorda il valore dell´intera famiglia Mangiarotti, DNA dello sport italiano che ha permesso al Coni di radicare, coinvolgere e stimolare i giovani nello sport. Mario Monti racconta anche l´esperienza di un´inedito Mangiarotti giornalista in veste di cronista e corrispondente. Concludono gli interventi Gianluigi Saccaro, Giancarlo Bergamini e Armando Dellantonio amici e compagni delle grandi vittorie in nazionale.
Rendono omaggio per gli occhi e le orecchie dei presenti un gruppo di schermitori dei giovani del Circolo della Spada Mangiarotti che, sotto la guida di Sandro Resegotti, mostrano alcune figure. Edoardo Zosi, già schermidore nella scuola di Carola Mangiarotti e Maestro di violino al Conservatoario Santa Cecilia di Roma, esegue al violino un brano di Bach e una cadenza di Paganini.
Introduce la premiazione vera e propria un video-intervista dove Martina Caironi, atleta di Alzano Lombardo, racconta le sue passioni sportive prima e dopo l´incidente in cui perse la gamba sinistra e spiega la tecnologia delle protesi che si adattano alla vita quotidiana e quelle espressamente studiate per le performance più estreme.
Sono state esaminate 85 candidature frutto della selezione fra 34 discipline sportive ma sotto il "ponte di spade" degli schermitori del Circolo della Spada trionfa appunto la capionessa paralimpica Martina Caironi che riceve il premio consegnato con grande affetto e commozione da Camilla Mangiarotti. «Ricevere questo premio è per me un grande onore - dichiara Martina - mi fa sentire come se dovessi portare avanti questa tradizione di collezione di medaglie olimpiche. Quello che cerco di fare adesso è raccontare alla gente che cosa significa non buttarsi giù, riprendersi la vita e grazie anche allo sport farne qualcosa di più grande». L´emozione dell´evento non intacca la schiettezza e la spontaneità di quest´atleta che è stata in grado di raggiungere non solo la consacrazione olimpica a Londra 2012 ma anche di vincere il titolo di campionessa mondiale dei 100 m e del salto in lungo ai mondiali di Lione quest´anno. Commossa ed emozionata per il premio appena ricevuto ricorda i trascorsi sportivi e risponde alle domande del giornalista Claudio Arrigoni (già autore di "Paralimpici", libro dedicato a storie, storia, discipline, personaggi dello sport paralimpico).
«Sono contento - ha sottolineato l´assessore Antonio Rossi parlando della Caironi - di vedere riconosciuti il suo valore sportivo e umano, ma anche la sua tenacia, con questo premio che ricorda il grande lombardo Edoardo Mangiarotti». Pierangelo Santelli, Presidente Regionale del comitato Paralimpico Italiano ricorda le difficoltà del passato per gli atleti paralimpici e i grandi successi attuali, era impensabile solo pochi anni fa che ci fosse una così grande attenzione e presenza di pubblico per le gare paralimpiche, per esempio la finale in cui Martina ha trionfato ha registrato 80.000 spettatori.
Esaurita l´assegnazione del premio principale si passa alle quattro menzioni d´onore che non hanno affatto il sentore di "premio di consolazione", anzi, rivelano quattro personaggi di assoluto valore per le loro azioni e meriti. Vengono premiati:
• Matteo Bonato, PhD student dell´Univeristà degli Studi di Milano - Scuola di Scienze Motorie, per la sua tesi sull´importanza e gli effetti dell´esercizio fisico aerobico moderato su sieropositivi come appoggio e rinforzo alla terapia.
• La brasiliana Ana Beatriz Bulcão per la sua storia di vita, di sport e di solidarietà. La campionessa schermitrice sudamericana infatti, nata in un contesto difficile, oggi insegna la scherma ai bambini negli orfanotrofi ed è riuscita a dimostrare che attraverso lo sport praticato con impegno e perseveranza si possono superare certe barriere sociali e soprattutto può allontanare da realtà di degrado.
• La nostra associata della Sezione di Firenze Ilaria Stefanini, laureata in Scienze e Tecnica dello Sport presso l´Università di Firenze, per l´alto valore sociale dell´operato svolto nella realizzazione del progetto "BASKET - Over limits" che, sotto le direttive del prof. Marco Calamai, tende ad avviare alla pratica della pallacanestro atleti con diverse disabilità.
• Claudia Banchelli "per essersi trasformata in insegnante ed aver portato il suo sport, il softball, in un campo profughi Saharawi". Claudia, in collaborazione con il Comitato Toscano di Solidarietà con il Popolo Saharawi, ha realizzato un progetto di suo padre Marco (ciclonauta e Messaggero di pace nel mondo) il cui scopo principale non era tanto insegnare il softball ma portare un messaggio di solidarieta e sport in terra d´Africa e accendere i riflettori su una popolazione estremamente bisognosa di aiuti umanitari e troppo spesso dimenticata.
Si conclude così, con un grande successo, la prima edizione del Premio Mangiarotti, che sin dalla sua prima edizione ha dimostrato di saper raccogliere i valori umani e di sport che hanno contraddistinto la vita del grande Edoardo. Appuntamento al prossimo anno.

Giandomenico Pozzi

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