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Il Premio Internazionale Sport Civiltà - sezione di Parma

29-11-2011 11:16 - - dal Nazionale
La famiglia Moser insieme a Gian Paolo Bertoni e Tarcisio Persegona
Ha fatto un bel passo in avanti, il Premio Internazionale «Sport Civiltà» e non lo dicono soltanto, e con orgoglio, gli addetti ai lavori, quelli che per mesi hanno organizzato il tutto, ma lo dice anche la gente, tutto quel caloroso pubblico che lunedì 14 novembre ha riempito il Teatro Regio di Parma, dalla platea ai palchi, fino ai loggioni. La sezione di Parma dell´Unione Nazionale Veterani dello Sport, giunta al quarantacinquesimo anno dalla fondazione e guidata da Corrado Cavazzini, non ha deluso le aspettative e rispettato quelle promesse che erano state fatte al termine della trentaquattresima edizione: l´edizione numero trentacinque del «fiore all´occhiello» non solo di Parma, ma di tutta l´Unione Nazionale Veterani dello Sport, sarebbe dovuta essere ancora più importante. E così è stato. Dal dietro le quinte, un grande professionista come Marco Caronna ha mosso i fili di una trama che, a tratti, sembrava quasi un film; sul palcoscenico, Massimo De Luca e Francesca Strozzi hanno saputo interpretare al meglio tutte le idee che il regista aveva pensato di mettere in scena, con la complicità dei premiati, veri e propri mattatori della serata; le due «sorprese», tenute segrete fino all´ultimo, non hanno deluso le attese: Jenny B, con la sua voce straordinaria, e i danzatori dei Kataklò, con le loro coreografie speciali, hanno arricchito una manifestazione che continua ad evolvere e crescere, da «semplice» premiazioni di grandi campioni ad uno spettacolo vero e proprio. I cambiamenti si sono visti subito con l´inizio di «Sport Civiltà»: all´apertura del sipario, Jenny B, già vincitrice di «Sanremo Giovani», ha intonato «One moment in time» di Whitney Houston, in un palco colorato di bambini curiosi e alla presenza di Massimo De Luca e Corrado Cavazzini che la ascoltavano, rapiti, e che, successivamente, hanno avuto un colloquio in cui hanno ricordato l´evoluzione di «Sport Civiltà», non suscitando poche emozioni e ricordi.
«Dico, da giornalista, che il Premio giornalistico "Sport Civiltà" è il migliore che conosca: perché premia l´uomo, il suo mestiere, la sua umanità e la sua civiltà in una dimensione umana e sportiva insieme»: con queste parole, il Direttore storico della «Gazzetta di Parma», Baldassare Molossi, aveva segnato la «nascita» della manifestazione, curata dalla sezione «Raffaele Tagliani» di Parma dell´Unione Nazionale Veterani dello Sport, presieduta dal Dottor Ercole Negri, e poi proseguita con il professor Luciano Campanini. Era il settembre del 1974, il Premio Giornalistico Nazionale «Sport Civiltà», ormai varato, vedeva il 28 dello stesso mese, nella cornice delle Terme Berzieri a Salsomaggiore Terme, premiare Alfonso Gatto (firma de «Il Giornale»), Paolo Rosi (giornalista Rai), la «Domenica Sportiva» (storica trasmissione televisiva), Gian Franco Bellé (autore dell´articolo «Dove vai, povero sport?»), Fulvio Bernardini (Commissario Tecnico della Nazionale di calcio), i Fratelli Salvarani (per la testimonianza di civiltà nello sport) e Roberto Gallina (che aveva rinunciato ad una probabile vittoria per soccorrere un avversario in una gara di motociclismo). La Giuria, allora presieduta da Sergio Zavoli, era composta da Alberto Bevilacqua, Egisto Corradi, Enrico Crespi, Luca Goldoni, Edoardo Mangiarotti, Pier Paolo Mendogni, Baldassare Molossi, Benito Montan, Silvio Ottolenghi, Bruno Raschi, Giorgio Torelli, G. Cesare Turrini; mentre coordinava tutto Aldo Curti. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 1974: sono saltate un paio di edizioni, si è spostata la manifestazione da Salsomaggiore al Teatro Regio di Parma, sono cambiati i modi e le persone... ma quello che proprio non poteva cambiare erano e sono i valori veri dello sport e degli atleti, dei dirigenti e dei giornalisti che scrivono e descrivono imprese sportive di ogni genere e che meritano di essere premiati perché premiare lo sport e la civiltà è un imperativo anche degli anni duemila perché, nella vita, non bisogna mai dimenticare quello che, a volte, sembra «scontato»...il dovere di civiltà.
E «Sport Civiltà» è qui per questo, anche per non dimenticare.
Il benvenuto alla «padrona di casa», Francesca Strozzi, giornalista di «Tv Parma», ha poi dato il via ad una prima serie di premiazioni, tutte impreziosite da alcuni video che hanno avuto il pregio di presentare al meglio i premiati. La prima è stata il «Premio Radio Televisione»: dopo una chiacchierata con Massimo De Luca, il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha ricevuto il riconoscimento dal Prefetto di Parma, Luigi Viana. Dalla televisione alla carta stampata: dopo un video in cui sono state battute a macchina alcune frasi del suo editoriale uscito il giorno seguente alla vittoria della Nazionale di calcio a Germania 2006, il Direttore del «Corriere dello Sport/Stadio», Alessandro Vocalelli ha parlato delle emozioni che regala lo sport e poi ha ricevuto il «Premio Stampa» dal Presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli. La terza premiazione avrebbe dovuto vedere sul palco sia Andrea Agnelli che John Elkann ma solo il primo era presente perché il Presidente della Fiat era assente per impegni di lavoro: in ogni modo, dopo aver trattato temi come l´inaugurazione del nuovo stadio (sul maxischermo, erano in precedenza state mandate immagini di quella magica serata), del campionato in corso e della «bandiera» Alessandro Del Piero («Ambasciatore dello Sport», nel 2009, proprio a «Sport Civiltà»), il numero uno della Juventus ha ritirato il «Premio Sport e Lavoro» per lui e quello per il cugino dalle mani dell´amico e presidente del Parma F.C., Tommaso Ghirardi, e dal nostro Presidente, Corrado Cavazzini. Una splendida coreografia dei Kataklò sugli sci ha, infine, chiuso la prima parte e dato spazio alla seconda che si apriva, appunto, con la «regina delle nevi», una piccola grande donna di novantun anni che ha vinto tutto sulle piste poco prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Celina Seghi è stata la vera «sorpresa» di questa edizione di «Sport Civiltà», un po´ come lo era stato, due anni fa, l´ex commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Alfredo Martini: un personaggio meno noto di altri ma che ha sbaragliato tutti, con vivacità, semplicità e la battuta sempre pronta. Celina Seghi, accompagnata da uno straordinario filmato «Luce» dei Mondiali di Cortina 1941 (dove aveva vinto anche una medaglia d´oro ma, in seguito, quell´edizione venne annullata perché molti paesi erano impegnati nel conflitto bellico), è stata accolta calorosamente dal pubblico del Teatro Regio di Parma, che ha potuto apprezzare il coraggio di una donna che, negli Anni Trenta e Quaranta, è andata contro le convenzioni di quei tempi per lo sport; e a consegnarle la «Benemerenza Sportiva» è stata Rita Piermatti, Sub Commissario del Comune di Parma, con delega allo sport. Successivamente, è stato il turno del «Premio Dirigente», consegnato al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, nonché Vice Presidente del Coni, Luca Pancalli dalla Vice Presidente della Giuria, la top manager Evelina Christillin. Anche questo è stato un momento da incorniciare, sia per la grandezza del premiato, un uomo che ha saputo superare le difficoltà di un incidente a cavallo e che ha fatto della determinazione il suo biglietto da visita, sia per il video trascinante che ricordava le precedenti edizioni delle Paralimpiadi (compresa l´ultima di Vancouver 2010, dove era portabandiera quella Francesca Porcellato che l´anno scorso aveva incantato il Regio) e portava tutti con il pensiero alle prossime di Londra 2012. Una particolare versione del «Nessun dorma» della «Turandot» di Giacomo Puccini, fatta dalla cantante Jenny B, ha dato il via alle premiazioni degli «Atleti dell´Anno», i campioni del mondo Paolo Pizzo e Stefano Tempesti, accompagnati dalle immagini dei rispettivi trionfi. Il primo, che ha vinto il titolo mondiale di spada nella «sua» Catania (quinto italiano campione del mondo di spada accanto a Dario ed Edoardo Mangiarotti, Giorgio Anglesio e Paolo Milanoli), è stato letteralmente «travolto» dagli applausi, sia per il capolavoro fatto in finale contro l´olandese Bas Verwijlen sia per l´essersi fatto «bandiera» di persone meno fortunate che, come lui, sono state colpite da tumore (Pizzo, a tredici anni, ha sconfitto, non senza difficoltà, un tumore benigno al cervello); e a premiarlo è stato il Presidente dell´Unione Parmense degli Industriali, Giovanni Borri. A premiare il capitano - portiere della Nazionale italiana di pallanuoto e miglior giocatore del Mondiale di Shanghai 2011 Stefano Tempesti, è stato, invece, il Presidente della Cedacri, Sergio Capatti: la «nostra» Nazionale, numero uno al mondo dopo l´impresa di Shanghai, ai tempi supplementari, contro la Serbia, è tornata la grande realtà che gli altri paesi ci invidiavano, grazie anche al lavoro del commissario tecnico, Alessandro Campagna. Subito dopo, sulle immagini delle «fatiche» dell´ultramaratoneta parmigiano Paolo Bucci, hanno inscenato una coreografia i Kataklò, una coreografia «speciale» che ha accompagnato all´intervista e alla premiazione, da parte del Direttore della «Gazzetta di Parma» Giuliano Molossi, in compagnia di Vittorio Negri, del campione di Parma, l´unico al mondo ad aver concluso tre ultramaratone nello stesso anno (Nove Colli Running, 203 km, maggio 2011; Badwater Ultramarathon, 217 km, luglio 2011; Spartathlon, 246 km, settembre/ottobre 2011), con il «Premio Ercole Negri», dedicata alla memoria del primo Presidente della sezione di Parma dell´Unione Nazionale Veterani dello Sport e fondatore del Premio «Sport Civiltà». Dal «Premio Ercole Negri» al «Premio Ambasciatori dello Sport», da Paolo Bucci alla famiglia Moser: intervistati da Massimo De Luca, supportati da immagini d´epoca e recenti e premiati dal Presidente Nazionale dei Veterani dello Sport, Gian Paolo Bertoni, Francesco, Aldo, Diego, Moreno ed Ignazio, tutti campioni di ciclismo, hanno deliziato i presenti con aneddoti divertenti, aiutati anche da Tarcisio Persegona, numero uno della Tre Colli, sul palco. Dalle risate si è passati inevitabilmente alla malinconia e alla profondità che il momento richiedeva: introdotti da un video di Lou Gehrig, campione di baseball «fermato» da un male incurabile che poi avrebbe preso il suo nome, sul palco si è parlato di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, malattia che ha colpito numerosi sportivi, tra i quali l´ex calciatore Stefano Borgonovo, e l´amico Francesco Canali, presente al Regio e premiato l´anno scorso. Una toccante intervista fatta ad Alessandra Borgonovo, figlia di Stefano, in una trasmissione andata in onda su canale 5 la scorsa estate, ha introdotto, in maniera commovente, una splendida donna di carattere come Chantal, moglie di Stefano, che ha parlato in modo semplice e delicato delle difficoltà della malattia e la voglia di reagire, con la nascita della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus. Il «Premio Sport Solidarietà» è stato consegnato, dunque, alla Fondazione Borgonovo da Roberto Delsignore, Presidente di Fondazione Monte di Parma, e da Carlo Berselli, Direttore Generale di Banca Monte Parma. La coreografia «Biciclette», eseguita in modo magistrale dai Kataklò, ha riportato i numerosi presenti al Teatro Regio nuovamente verso il mondo delle due ruote e, una volta riaccese le luci, ecco che in scena è seduto lui, il «Cannibale», il mitico Eddy Merckx. Accompagnato da un filmato d´epoca straordinario, Merckx ha raccontato, sollecitato da Massimo De Luca, i suoi innumerevoli trionfi, soprattutto dopo che sul palco è salito anche Vittorio Adorni, Presidente di Giuria ma, in questo caso, compagno di squadra e di stanza di Merckx. La semplicità di questi due campioni, ancora amici nella vita, hanno incantato tutti, anche quelli che con il ciclismo non avevano e non hanno nulla a che fare. A premiare un asso del ciclismo, che in platea aveva anche gli amici parmensi e suoi compagni di squadra Luciano Armani ed Emilio Casalini, non poteva che essere...un ciclista come il Presidente della sezione di Parma dell´Unione Nazionale Veterani dello Sport, Corrado Cavazzini, che, emozionato, gli ha consegnato il «Premio Una vita per lo Sport». Dal ciclismo al calcio, da Eddy Merckx a Roberto Boninsegna, dai Kataklò a Jenny B. «Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall´altruismo, dalla fantasia...»: sulle parole di Francesco De Gregori ne «La leva calcistica della classe ´68», cantate da Jenny B, sono state mandate le immagini di «Bonimba» in azione, negli Anni Sessanta - Settanta, i suoi gol con la maglia dell´Inter, della Juventus e della Nazionale. Dopo l´emozione delle immagini, impreziosite dalla voce di Jenny B, ecco la parentesi più divertente, grazie alla simpatia dello stesso Roberto Bonisegna che ha raccontato episodi curiosi insieme all´ex arbitro internazionale di calcio Alberto Michelotti e che è stato premiato con il «Premio Ambasciatori dello Sport» dal Vescovo di Parma, Monsignor Enrico Solmi, interista doc e molto felice di essere vicino al suo idolo. La tradizione musicale della Corale Verdi ha chiuso la serata con l´Inno di Mameli, in uno degli ultimi appuntamenti del centocinquantesimo anno dall´unità d´Italia, facendo emozionare e coinvolgendo, ancora una volta, tutti quanti.
Tradurre in parole due ore di emozioni non è facile e questo racconto può «solo» far tornar alla mente quella splendida serata a chi era presente e, magari, lasciare l´amaro in bocca a chi non è potuto venire, per un motivo o per l´altro. Ma il ricordo di chi l´ha vissuto, da «dentro» o «fuori», da «interno» od «esterno», quello, non lo potrà mai dimenticare. Eppure, come dice qualcuno, non è solo una manifestazione? Per qualcuno forse, è solo una manifestazione, ma per altri è molto di più perché, come ha detto uno dei presenti, «mi avete fatto tornare alla mente tanti ricordi a cui non pensavo da tempo». E, allora, via verso la trentaseiesima edizione, verso nuove emozioni...
Lucia Bandini

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