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I CONI Provinciali chiudono: cosa ci aspetta?

04-10-2011 13:03 - - dal Nazionale
Coni Provinciali chiudono: Cosa ci aspetta?

di GS Martino Di Simo (2011)

Era da un po´ di tempo che si vociferava, in molti non ci credevano, in pochi pensavano che si avverasse. Il 30 di settembre 2011 non sarà solo ricordato come il prolungamento dell´estate, ma come l´inizio della fine dello sport dilettantistico e di volontariato italiano.
Mentre il governo italiano aveva annunciato, quasi in pompa magna l´abolizione delle Province e poi aveva fatto marcia indietro precipitosamente, il CONI, come scrive la Gazzetta dello Sport, tramite il duo Petrucci-Pagnozzi, ha decretato la fine dei Coni Provinciali, in nome del risparmio in questo momento di crisi.
Ho seguito con ansia fin dal giorno 29 le notizie che si accavallavano, in anteprima, su questo argomento in alcune testate giornalistiche, ero tra quelli che non volevano crederci. Poi, sul sito ufficiale del Coni, è apparso l´ordine del giorno che prevedeva questo taglio. Ancora ho sperato che il Consiglio Nazionale si opponesse a questa decisione, invece il 30 settembre, subito dopo pranzo, è arrivato il comunicato ufficiale della soppressione.
Confesso di essere stato preso da un certo turbamento. Il ricordo è andato al mio primo ingresso nel Coni Provinciale di Lucca, grazie all´allora Presidente Luciano Bianchi, lo avevo percepito: era come entrare a far parte del tempio dello sport. Immediatamente ho pensato a quello che poteva accadere nelle periferie dello sport nazionale.
I Coni Provinciali sono sempre stati luoghi di incontro, qualche volta di scontro, comunque, sempre raccoglitori delle esigenze inerenti allo sport e degli sportivi che lo fanno, specialmente quelli detti minori, come volontariato.
Ho pensato a noi Veterani che, fino a ieri, con orgoglio dicevamo di essere riconosciuti come una Benemerita del Coni. Nella realtà nuda e cruda, siamo la "cenerentola" per l´erogazione dei contributi. Ben consapevoli di essere gli unici che spaziano in quasi tutti gli sport dai più giovani ai più anziani.
Per anni è stato consigliato alle nostre Sezioni, di farsi ospitare nei Coni Provinciali. Lì era più facile trovare la linfa per incrementare i nostri soci e i nostri poveri e striminziti bilanci sociali.
Il risparmio del CONI sarà solamente, credo, nelle spese di gestione dei locali di proprietà o d´affitto. Perderanno il posto circa 220 impiegati di sedi provinciali, per il resto quasi tutte le persone che hanno incarichi, principalmente sono dei volontari di Federazioni. Personalmente ho fatto parte del Coni di Lucca e anche di commissioni per tanti anni e mai ho percepito una lira, a quei giorni non c´era l´euro.
Sono sempre state le Federazioni locali che formavano i giovani che poi potevano percorrere la strada per arrivare alle varie competizioni prima nazionali, poi internazionali e infine, alle Olimpiadi. Se queste Federazioni non avranno più questo stretto rapporto sul territorio, dove andremo a prendere i futuri medagliati?
Egoisticamente poi ho pensato a noi Veterani: il futuro, cosa ci riserverà? Cosa c´è dietro l´angolo che ci aspetta? Dove troveranno alloggio le sedi che ora sono dentro i Coni Provinciali? Quali saranno i nostri rapporti con i futuri Coni Regionali (?) e quello Nazionale? Tutti quesiti che vengono spontanei nella mia mente essendo, già da diversi anni, quotidianamente partecipe della vita dei Veterani dello Sport.
Successivamente mi sono dato una risposta affermativa. Infatti, essendo la notizia già nell´aria da diverso tempo, sicuramente saranno state prese, tramite gli organi preposti, i contatti con il CONI ed avranno concordato delle contromisure. Questo è stato il mio pensiero.
Se non fosse stato previsto un piano strategico, non solo sul programma finanziario già risicato all´osso, bisognerebbe chiedersi come possano sopravvivere le nostre Sezioni, le quali si troverebbero, da un giorno all´altro, senza una sede.
Sono pienamente consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare il Consiglio Direttivo Nazionale, in questo momento non troppo felice, non solo per lo sport stesso. Come Veterani Sportivi, abituati a lottare, troveremo la forza e le soluzioni per ritrovare una nuova dimensione. Dal mio punto di vista, sarebbe sbagliato fare come il nostro governo che, al momento di realizzare cassa, aumenta l´accise sulla benzina, alcool, tabacchi e ecc. e noi quello di aumentare l´importo della tessera sociale.
La maggior parte di noi Veterani siamo pensionati e non abbiamo delle pensioni di lusso, non avendo fatto parte della politica, per cui risulta difficile far quadrare i bilanci familiari. Per questo motivo vengono tagliate le cose che si ritengono inutili e non vorrei che la modesta cifra che viene richiesta per il tesseramento ai Veterani fosse considerata tra quelle da eliminare.
E´ il momento di unirci: l´"Unione fa la forza" in modo tale da trovare le soluzioni più adatte per superare questo stato di momentaneo smarrimento.


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