Quando ci lasciano personaggi come Mario Bonom , non emerge solo la tristezza per la scomparsa di un amico ma si ha la netta percezione della perdita di un pezzo della nostra storia sportiva e associativa, di un "riferimento" che, anche durante il penoso "torpore" di questi ultimi tempi, ci ha sempre accompagnati identificandosi in un ambiente , in un ruolo, in un modo d´essere e intendere.
Si possono evocare concetti quali "bandiera", "baluardo", "colonna", e sono tutti calzanti e ampiamente meritati , ma e´ soprattutto l´entita´ del "personaggio" che Mario si e´ ritagliato addosso, la sua essenza umana, a prevalere su ogni altra definizione.
Il carattere, anche se qualche volta scontroso e scomodo, la generosita´ nell´offrirsi allo sport e a chi lo diffondeva, l´amore per la vita e per tutto cio´ che la rendeva piu´ ricca e appagante , questo e´ il patrimonio umano che l´ha contraddistinto, questi sono stati i principi sui quali ha costruito una vita dedicata allo sport . Ed e´ proprio il portatore di quell´insieme di valori, che pur ci rimarranno nella memoria e non muoiono con lui , che ci verra´ a mancare. Cosi´ come la sua dote di esperienza maturata negli anni ,la conoscenza degli uomini e degli ambienti che aveva frequentato con assiduita´ e la capacita´ di rappresentanza che ne derivava.
Consigliere Nazionale dell´UNVS dal 1981 al 2005, ovviamente dirigente della Sezione Torinese, ha militato a lungo nel C.S.I. con incarichi anche a livello nazionale e, nel mondo del ciclismo, ha fatto parte della Commissione Tecnica Regionale e della Commissione Giudici di Gara della F.C.I. , dove e´ stato Presidente per ben 33 anni.
Nel ´76 ha ricevuto la Stella d´argento del CONI ed ha collaborato con i vertici della FCI per la realizzazione di importanti riunioni internazionali tra le quali quattro campionati italiani su pista dilettanti e professionisti. Fino all´ultimo ha collaborato alla organizzazione del Giro della Valle Aosta per ciclisti dilettanti e nel 2008 il Coni l´ha premiato con il Distintivo d´oro.
In gioventu´ e´ stato giocatore di basket e buon ottocentista ( anni 1935/40) , prima di essere costretto ad interrompe l´attivitā sportiva a causa del conflitto mondiale durante il quale e´ stato impegnato in Grecia,e successivamente fatto prigioniero in Africa settentrionale. Rimpatriato nel ´46 gli e´ stata riconosciuta la Croce al merito di guerra.
Ai suoi funerali, presenti i dirigenti torinesi dell´ UNVS e dell´ UCAT (storica formazione ciclistica torinese che lo aveva ancora come socio ), ha presenziato una delegazione di marinai in divisa e labaro che ha letto all´altare, in suo onore, la preghiera del corpo.
Mario Bonom, spentosi alla soglia dei 90 anni , ci lascia una vivida immagine ed una alta testimonianza del suo impegno di volontariato sportivo.
Gianfranco Guazzone e Luigina Marocco